Marmo freddo, squadrato e scolpito da mano esperta, si adagiò imponente sulla terra prosciugata e stanca.
I campi arati e seminati sostituirono rapidamente gli stagni e i boschi.
E l’uomo conquistatore si insediò in questa terra redenta, scacciando briganti che già la vivevano, da lei accettati e accettate in un rapporto di reciproco scambio vitale.
Ma ella, consapevole della sevizie cui la si stava sottoponendo, stava solo attendendo, osservando il nemico, per colpire una volta sola: eliminare per sempre il fastidioso e tronfio insetto.
Ed il momento ora è giunto, la chiamata alle armi è stata diramata, e la risposta non tarderà ad arrivare.
Distruggeremo le idrovore
!
Innalzeremo le nostre barricate in tutti i canali di drenaggio delle acque!
E alla Palude sarà reso ciò che le appartiene.
E l’uomo usurpatore cacciato dalle sue terre.
Restituite alla Palude la vita che le avete tolto, o la Palude prenderà la vostra.
E verrà dato un avviso a chi tenterà di avvicinarla:
“Benvenuto viaggiatore, benvenuta viaggiatrice
questa è la tua terra, godine e lei godrà con te
concedendoti ciò che vuole e accettando ciò che porti.
Ma se tenterai di risucchiarne l’essenza,
ella con infinita calma, dinamicità e potenza
senza compromesso prenderà la tua”
